Seduto Scomposto

Un blog che non parla di niente. E che fa anche abbastanza schifo.

Dagli atomi alle stringhe – Parte prima

lascia un commento »

Questo è il primo di una serie di articoli contenenti la mia traduzione di questa pagina. Ogni commento e/o critica è sempre bene accetto/a da chiunque. Buona lettura!

__________________________________________________

Evoluzione della nostra conoscenza della materia

Prologo

Un punto importante che distingue il mondo moderno da quello antico è la supremazia della mente. Questa nuova idea si presentò all’inizio in Grecia durante il sesto secolo AC. Questo era in forte contrasto con il resto del mondo antico – dominato dai faraoni e dai re-sacerdoti – dove le forze magiche dominavano le menti della maggior parte delle persone. In un mondo dove l’irrazionale ed il mistico giocavano un ruolo dominante, i Greci si distinsero come i protagonisti della mente razionale.

600 AC

Nella Ionia i curiosi Greci cominciarono dapprima a speculare su quale fosse la natura reale del mondo e quale potesse essere il suo destino. L’analisi fu chiamata filosofia, o “amore per la saggezza”, ed includeva ciò che oggi noi distinguiamo in filosofia e scienza. (Il destino esercitava una grande influenza su tutti i pensieri dei Greci e potrebbe essere una delle fonti da cui la scienza derivò il credo nella legge naturale). I filosofi greci cominciarono a investigare le leggi della natura, e diventarono in questo modo i primi veri scienziati. talete_di_mileto Talete di Mileto, il primo dei filosofi Ionici, diede per primo la rivoluzionaria nozione che, per capire il mondo, bisognasse prima conoscere la sua natura (“physis”, da qui la moderna “fisica”) e che ci fosse una spiegazione in termini naturali per tutti i fenomeni. Questo fu un gigantesco passo in avanti dall’assunto del vecchio mondo che le forze soprannaturali determinavano ogni cosa.

460 AC

democrito Democrito, dalla Grecia, sviluppò l’idea di dividere la materia in parti sempre più piccole fino a che non si potesse dividerla ulteriormente. Egli chiamò questi piccolissimi pezzi atomi (atomos = individibile in Greco). Questa fu un’idea filosofica prima ancora che una teoria scientifica. Dopo l’era Greca le investigazioni scientifiche diminuirono enormemente. I Romani, nonostante fossero grandi ingegneri, erano meno interessati alla natura della materia. E con l’insorgenza del Medio Evo il dogma divenne più importante della scienza. Come risultato, per più di duemila anni, la teoria atomica rimase dormiente.

1803 – teoria atomica

atomo_dalton John Dalton, un chimico Inglese, rispolverò il termine atomo quando suggerì che ciascun elemento fosse fatto di atomi unici e che gli atomi di un elemento fossero tutti uguali. Egli formulò una teoria in cui le reazioni chimiche risultavano dall’unione e dalla separazione di questi atomi e in cui questi atomi avevano proprietà caratteristiche. Combinazioni di atomi si legavano tra di loro in ciò che egli chiamò molecole.

1869 – la tavola periodica

tavola_periodica D. I. Mendeleyev, un chimico Russo, sviluppò la legge sulla periodicità delle proprietà degli elementi chimici. * Questa legge implica che gli elementi hanno una periodicità (modello regolare) delle proprietà quando sono distribuiti secondo il peso atomico. Molti nuovi elementi furono scoperti in natura, e il loro comportamento chimico rispondeva esattamente a ciò che la tavola periodica di Mendeleyev prediceva.

*elemento = il tipo più semplice di sostanza chimica. Gli elementi possono essere visti come fondamentali nelle reazioni chimiche. Essi non possono essere semplificati ulteriormente utilizzando reazioni chimiche.

Per un certo periodo di tempo sembrò che gli atomi fossero le particelle fondamentali. Come suggerisce il loro nome, essi non potevano essere divisi in nulla di più semplice. Ad ogni modo, verso la fine del XIX secolo, divenne chiaro che gli atomi non erano le particelle più fondamentali, dato che essi stessi erano fatti di particelle più piccole. Una di queste particelle atomiche è l’elettrone, che ora si pensa sia la particella fondamentale.

Lascia un commento